Come vivere green e risparmiare

Viviamo in un mondo in cui vigono le regole dell’avidità, regole che ci impongono di volere cose di cui non abbiamo bisogno.
 I mass media, la società, le istituzioni ci hanno fatto credere che finché non avremmo ottenuto tutto non potremo mai essere veramente liberi.
 Avere di più, sempre di più, sempre più cose materiali ma anche più valori astratti, più successo, più amici, più occupazioni.
Il sistema capitalista ci ha imposto un idea di essere umano in continua lotta con la sua vera natura, con il suo ambiente, con ciò che lo alimenta e ciò che da lui ossigeno.
Stiamo andando incontro alla distruzione di noi stessi con le orecchie tappate per non ascoltare l’urlo straziante di chi ancora, nonostante tutto, ci tiene in vita: Madre Natura.
Cercare di muoversi nella direzione opposta, adottando misure che ci permettano di vivere “green” sembra difficile: troppi sacrifici, troppo poco tempo, troppi soldi spesi per prodotti sostenibili.
In realtà questo è quello che ci vogliono far credere, infatti una soluzione c’è e richiede molta meno fatica di quanto crediate: IL MINIMALISMO.

Il minimalismo della mente

Quando si pensa al minimalismo lo si immagina sempre come qualcosa che implichi necessariamente un sacrificio, un avere meno, un vivere ascetico. Questo è del tutto normale perché le nostre menti sono culturalmente settate in un’altra direzione, siamo abituati a vivere in quella parte di mondo in cui vi è abbondanza assoluta mentre dall’altra parte si fatica a fare anche solo un pasto giornaliero.È per questo che credo che il minimalismo debba partire da un lavoro mentale e spirituale, il minimalismo della mente.
Se ci si vuole realmente approcciare a questo stile di vita si deve partire da qui, dalla mente, si deve iniziare a fare pulizia dentro di essa e iniziare a capire quali sono i pensieri che appartengono a noi stessi e quali invece sono frutto di condizionamenti esterni.
Detta così sembra qualcosa di complicato ma anche qui posso assicurarvi che la questione è estremamente semplice.
Come capire quali sono i pensieri di cui liberarci?
Beh è facilissimo, quelli che ci fanno stare male, quelli che hanno alla base il concetto di “dovere”.
Per esempio io, prima di iniziare ad approcciarmi al minimalismo, ero estremamente convinta che per piacere a me stessa e agli altri era necessario che passassi almeno dieci minuti a truccarmi, ogni mattina. Non riesco a descrivere quanta fatica e quanta noia mi richiedesse quell’azione seppur minima, eppure sentivo di “doverla” fare.
Non appena la mia mente ha seguito “l’impostazione minimalista” ho capito che quei pensieri e quelle azioni non facevano parte di me ma erano un semplicissimo condizionamento sociale.
Ho iniziato a levarmi dalla testa quei pensieri, quelle insicurezze che mi portavano ogni mattina a fare quelle cose che odiavo fare e ho iniziato a sentirmi più libera.
Grazie a questa piccola operazione la mia mente si è liberata di pensieri che mi danneggiavano e ha fatto spazio per altri pensieri più sani e decisamente più interessanti, ma sopratutto grazie a quest’operazione ho risparmiato un’enorme quantità di energie e di soldi in prodotti che oramai non compro più.

Il minimalismo delle cose.

Dopo questo primo step “mentale” si può passare al vero e proprio minimalismo delle cose, quello che poi ci permetterà di risparmiare in maniera più sostanziale e di vivere sostenibile.
A questo punto sarà tutto più facile, una volta che la nostra mente avrà capito che per stare meglio c’è bisogno di eliminare i desideri superflui ci verrà spontaneo non comprare più compulsivamente. Cercheremo di liberarci di tutti quegli oggetti che non portano valore nella nostra vita, senza buttare frettolosamente tutto, ma analizzando ogni singola cosa che ci circonda e soprattuto considerando il futuro che vogliamo dare loro. Potremmo regalarmi, venderli a qualche mercatino dell’usato o anche donargli una nuova vita attraverso qualche piccola modifica.
Perché avere meno cose ci permette di vivere in maniera sostenibile?
Rispondere a questa domanda è piuttosto facile se consideriamo l’enorme impatto ambientale che ha ogni oggetto che ci circonda.
Infatti tutte le principali industrie da cui siamo soliti comprare sono sicuramente in cima alle cause del riscaldamento globale perché rilasciano in fase di produzione, trasporto e smaltimento rilasciano sostanze nocive per noi e per l’ambiente.
Ciò vuol dire che adottando uno stile di vita minimalista e dunque non comprando più dalle grandi industrie non andremo a finanziare questa produzione e risparmieremo una grande quantità di denaro cercando di investire in prodotti di qualità con una durata maggiore.
Inutile a dire che attraverso il minimalismo andremo anche a ridurre la produzione di rifiuti e ad assumere più consapevolezza in quello che compriamo, mangiamo ed usiamo.
Grazie a questo percorso ho ridotto considerevolmente il consumo di prodotti imballati in plastica, prodotti usa e getta, ho anche adottato un’alimentazione a base vegetale e ho stroncato il mio rapporto con lo shopping compulsivo da cui ero affetta.

Dunque posso dire che per me minimalismo significa avere di meno per avere di più, non più cose ma più spazio per i miei pensieri positivi, più spazio per i miei risparmi ma sopratutto più spazio per l’ambiente.


Come avvicinarsi al minimalismo

Adesso è il momento di dedicare spazio a quelle risorse che mi sono state di grandissimo aiuto in questo percorso di avvicinamento al minimalismo.
Sicuramente in cima alla classifica ci sono alcuni documentari che potete facilmente trovare su Netflix: The True Cost e Minimalism. Questi hanno rappresentato i miei primi passi verso il minimalismo e verso il vero prezzo di tutto ciò che compriamo, infatti The True Cost mostra la crudeltà che c’è dietro all’industria del fast fashion. Crudeltà incisa sulla pelle di donne e uomini del “terzo mondo” che pagano con il sangue i prodotti che noi occidentali compriamo a prezzi stracciati.
Oltre a questi documentari mi sono stati di grande aiuto i video e gli articoli di una blogger, Irina di Spazio Grigio che parla di sostenibilità, minimalismo e uno stile di vita semplice che potete trovare qui.

Per oggi è tutto e nel frattempo vi auguro tante onde.

See you on the next wave,
Clara.

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