4 cose che ogni surfista dovrebbe fare

La nuova e costante commercializzazione del surf che ci viene imposta dalle pubblicità e l’insostenibilità di alcune pratiche di molti surfisti ci stanno allontanando sempre di più dal legame profondo che sta alla base di questa disciplina.
Quello tra il surfista e il mare.

È necessario, da parte di tutti (surfisti e non), un certo livello di attenzione ogni qualvolta che ci relazioniamo con il mare.
Senza neanche accorgercene potremmo recare danni irreversibili all’ecosistema marino, anche con banalissimi gesti a cui nessuno fa più attenzione, come per esempio cospargersi di una normale crema solare e subito dopo immergersi in acqua.

È per questo che il mio obbiettivo di oggi è quello di mostrare alcune pratiche che ognuno di noi si dovrebbe impegnare ad attuare per avere cura delle nostre onde e dei nostri mari.

  1. Usare creme sostenibili

Sapevate che ad oggi tra le 4.000 e 6.000 tonnellate di crema solare finiscono in acqua ogni anno in tutto il mondo? E, come se non bastasse, la stragrande maggioranza di queste contengono ingredienti altamente nocivi per l’ecosistema.

Ecco perché è importantissimo fare attenzione a quali creme acquistare ed usare leggendo attentamente l’etichetta degli ingredienti.
Gli ingredienti da evitare come la peste sono:
oxybenzone (benzophenone 3, BP3), butylparaben, octinoxate, 4 methylbenzylidene camphor.

Tutte queste sostanze, anche spalmate sulla nostra pelle in piccolissime dosi, vengono poi rilasciate in acqua e per questo sono estremamente nocive per i coralli e per gli oceani.

Le creme da privilegiare sono quelle a base di ossido di zinco (zync oxyde) o ossido di titanio (tytanium oxyde), più sostenibili per noi e per gli oceani.

Se volete sperimentare e sostenere un piccolo brand vi consiglio assolutamente i solari di IndahGlowandCo che, oltre ad avere un inci completamente sostenibile e cruelty free, sono anche realizzati in packaging di cartone riciclato.

  1. Usare paraffina sostenibile

Probabilmente molti di voi non si immaginano neanche che le paraffine più vendute sul mercato siano fatte di idrocarburi ricavati dal petrolio.
È paradossale infatti pensare che uno dei prodotti più usati dai surfisti di tutto il mondo sia anche un prodotto altamente dannoso per i nostri mari. Le cere tradizionali inquinano moltissimo sia con la dispersione che avviene in acqua, sia con la loro produzione tutt’altro che sostenibile.

Fortuntamente esistono delle valide alternative che ahimè sono fin troppo sconosciute, di origine naturale ma al contempo funzionali.

In questo articolo potrete trovare una lista di surf wax valide e sostenibili.

Devo dire però che tra queste alternative la mia preferita in assoluto è la Sim Wax, prodotta con cera d’api direttamente ad Hossegor.

3. Raccogliere la plastica in spiaggia

Ormai è risaputo che tra meno di 50 anni nei nostri mari ci sarà più plastica che pesci, a causa delle micro plastiche e dei rifiuti che arrivano dalla terra ferma attraverso i corsi d’acqua e gli scarichi.
È per questo ognuno di noi deve prendere consapevolezza che ad ogni nostra azione, corrisponde una conseguenza e tutti i rifiuti abbandonati comportano danni ambientali non indifferenti a cui si deve porre rimedio.

Una pratica che potrebbe di gran lunga migliorare la condizione delle nostre spiagge e dei nostri mari è sicuramente quella del beach clean up.
È per questo che io stessa mi sono posta l’obbiettivo di raccogliere almeno 5 residui (che puntualmente diventano un sacchetto di mezza misura) di plastica dopo ogni surfata.

Se tutti i surfisti applicassero questa semplice regola l’impatto della plastica sulle nostre spiagge migliorerebbe nel giro di poco tempo.

Questa è decisamente la pratica a cui tengo di più, anche in acqua infatti quando posso mi impegno per raccogliere i pezzi di plastica che fluttuano tra le onde per infilarli tra le estremità della muta e poi buttarli nella differenziata a fine sessione.

  1. Comprare artigianato o usato

Inutile dirvi che dietro i più grandi brand di surf quali Rip Curl, Billabong o Quiksilver c’è una produzione che è molto lontana dall’idea di sostenibilità.
Sia per quanto riguarda i materiali usati che per la stessa produzione industriale.

È per questo che una valida alternativa a questi grandi brand è l’usato o, meglio ancora, l’artigianato.

Comprando tavole o mute usate non andremo a finanziare direttamente la produzione industriale e ridaremo vita a cose che altrimenti cadrebbero in disuso.
Il motore di ricerca migliore per trovare attrezzatura usata è sicuramente Facebook e i suoi numerosi gruppi come il Mercatino del Sufista.

Altra soluzione è quella dell’artigianato, decisamente la mia preferita.
In Italia abbiamo un grandissimo vanto, anche in ambito surfistico: il Made in Italy e l’artigianato.
Optando per tavole o mute artigianali staremo sicuri dell’altissima qualità dei prodotti, dell’estrema cura nei dettagli e di uno stile unico che è pressoché introvabile dalle produzioni industriali.
Per le mie tavole da surf mi sono sempre affidata ad artigiani senza mai pentirmene, supportando piccole produzioni che lavorano sostenibilmente e nel massimo dell’attenzione.

Per il mio meraviglioso longboard rosa mi sono affidata a Ola Surfboards, shaper toscano di cui vi consiglio di andare a dare un’occhiata ai suoi capolavori.
Per quanto riguarda le mute purtroppo non ho mai sperimentato l’esperienza dell’artigianato ma esistono molti brand che si occupano di tutto ciò, come Seangolare, un piccolo laboratorio che realizza mute e costumi custom made e su misura dallo stile unico.
Per quanto riguarda costumi e altri accessori, tra i miei brand preferiti c’è senza dubbio Stato Bradipo, un brand Romagnolo slow e conscious fashion a cui sarà dedicato uno dei prossimi articoli, stay tuned.

Con queste quattro cose ben fissate in mente ogni surfista sarà degno di questo nome, perché ormai è chiaro, essere surfisti non significa solo saper stare in piedi su una tavola ma sapere vivere in accordo con sua maestà il Mare.

See you on the next wave,
Clara.

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Comments

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2 thoughts on “4 cose che ogni surfista dovrebbe fare

  1. Ciao Clara, gran bell’articolo, grazie per le dritte per la parafina e le tavole..
    Hai fatto una bella pagina, e scrivi cose molto interessanti
    Continua così….. Buone onde

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